Terra di Libertà. Storie di uomini e donne nell'Abruzzo della seconda guerra mondiale

Un libro corale. Un caleidoscopio che offre l’immagine d’una terra calpestata e violentata, d’una gente derelitta e schiacciata. La guerra. Il terrore. La morte. E in questo quadro di abbandono e di disperazione, la volontà di non morire. La forza di resistere e sollevarsi dalle macerie dei corpi ammucchiati e delle pietre accumulate. 
Le parole dello storico inglese Roger Absalom, alla cui memoria il libro è dedicato e che ha amato la gente abruzzese, scrivendone le più belle pagine di quel tempo di guerra, meritano di essere ricordate e meditate: «Ciò che successe in quel di Sulmona fu solo un tassello del mosaico dell’assistenza agli ex prigionieri che interessò tutta l’Italia centro-settentrionale. Mettendo tali tasselli pazientemente insieme, si può capire il sentire profondo di chi è stato ex prigioniero in quel momento della storia e di chi è stato coinvolto nell’aiutarlo. Mi sento, comunque, autorizzato a dire che a quella storia si può attingere anche adesso, come ad una fonte di reciproca comprensione, di antica saggezza, per riscoprire la nostra “umanità” e per sopravvivere, come dicevano le madri contadine, “facendo del bene”.» Alle parole di Absalom si accompagnano quelle di Carlo Troilo, figlio di Ettore, che nell’intervista conclusiva, auspica l’assegnazione della Medaglia d’Oro al popolo abruzzese: «C’è un’ultima Medaglia d’Oro che dovrebbe ancora essere assegnata, ed è quella al popolo abruzzese, protagonista silenzioso e modesto di una vera epopea. Forse nessuna popolazione come quella abruzzese si rese protagonista in Italia di una Resistenza così coraggiosa e così corale».